La guerra che verrà. La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente. Bertold Brecht  

Presentazione

“Le mine antiuomo, paradigma di viltà, strumenti di morte proiettati nel futuro delle giovani generazioni che prediligono i bambini perché sono il futuro delle genti, vengono prodotte e disseminate da uomini “decenti” che siedono nelle assise internazionali e commerciate da insospettabili uomini d’affari con dovizia di illustrazioni sulla loro efficacia. Questi fiori metallici dell’infinita infamia umana, lacerano, accecano, sbrindellano, cancellano parti di vita, creano voragini di antimateria, progettano il non-uomo.”
Moni Ovadia, Prefazione a “Pappagalli verdi”

“La musica è ansia, è tormento e speranza che cova e si sprigiona dall’animo umano e vi ritorna a trovare ricetto. Tumultuosa o pacata che sia, è sempre armonia.L’orchestra, in armonia, produce armonia. È questa la condizione. E sono gli uomini e solo gli uomini, capaci di determinarla.La fabbrica ferma è come un mucchio di strumenti senza fiato e senza tocco – Natura morta – Poi le gote si gonfiano, le dita si articolano, gli occhi corrono dallo spartito alle pupille del maestro: allora è vita che vuol dire ansia e tormento e speranza ed anche armonia come la musica.La musica delle macchine in movimento che obbediscono al tocco di questi meravigliosi uomini che fanno viva l’Azienda e forte e possente di volontà responsabile.Lavoratori capaci e attenti: uomini e donne. La nostra Azienda.”
Brochure della Valsella Meccanotecnica Spa (primi anni ’80)

Valsella - Storia di una conversione controversa

 

Dal 1975 ad oggi le mine antiuomo hanno causato più di un milione di vittime e provocato gravissimi danni al sistema economico, sanitario e sociale di oltre ottanta Paesi del mondo. Secondo il British Medical Journal, ad esempio, senza le mine la produzione agricola in Cambogia potrebbe aumentare del 135% (Bagnato, Verrini, 2005).Fino ai primi anni ’90, tra le aziende leader nella produzione di mine antiuomo spiccava la Valsella Meccanotecnica di Castenedolo (Brescia). Un’impresa salita alla ribalta delle cronache prima per i suoi utili da capogiro – erano i tempi della “gallina dalle uova d’oro” –; poi per una serie di vicende giudiziarie che coinvolsero i suoi più alti dirigenti. Infine, per essere stata travolta dalla campagna internazionale per la messa al bando delle mine antiuomo e da una montagna di debiti. Posta in liquidazione da Giovanni Borletti nel 1997, la Valsella Meccanotecnica fu salvata da Giovanni Salvi e dal sogno dell’auto elettrica.

Un interessante esempio di riconversione totale, o un caso di riconversione mancata, quello della Valsella Meccanotecnica?

È a questo interrogativo che provo a dare risposta nelle pagine che seguono. Dapprima attraverso la rivisitazione delle vicende storiche dell’azienda, quindi mediante la ricostruzione del patrimonio tecnologico, umano e organizzativo in dote alla Valsella Meccanotecnica. In ultimo, con un’analisi critica dei passaggi-chiave della storia dell’impresa, alla luce di quanto prodotto dalla letteratura in tema di diversificazione e conversione dell’industria militare.Questo lavoro nasce dalla volontà dell’Opal (Osservatorio permanente sulle armi leggere) di Brescia di promuovere analisi e riflessioni, atte a contribuire alla faticosa costruzione di un modello di sviluppo locale nuovo, fondato su produzioni di pace e di utilità sociale....segue