La guerra che verrà. La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente. Bertold Brecht  

Presentazione all'Annuario

OPAL - Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere è un organismo partecipativo costituito a Brescia il 28 marzo 2003, al termine di un articolato processo formativo che ha visto infine riunirsi, nella stessa realtà scientifica, soggetti differenti per appartenenza e per storia, ma accomunati dall’esigenza di offrire insieme una risposta oggettiva e che fosse adeguata alla crescente richiesta di maggior conoscenza in materia di armi cosiddette leggere (intese secondo la definizione pratica data dall’Onu in sede internazionale), delle loro dinamiche produttive e commerciali, delle normative del settore e delle politiche di sicurezza e difesa personale, anche con una visuale allargata al contesto globale.

La localizzazione a Brescia dell’Osservatorio, che è un ambito indipendente di ricerca scientifica, monitoraggio, analisi e di pubblica informazione sulla produzione e commercio delle “armi leggere e di piccolo calibro”, specificatamente in Lombardia, ma con attenzione anche al contesto nazionale e mondiale, come indica lo Statuto stesso dell’associazione, è ulteriore indice della crescita civile della società bresciana che oggi, con serena determinazione, intende affrontare seriamente un tema complesso e finora non sufficientemente trattato, che da lungo tempo la vede direttamente esposta.

E’ infatti nel territorio della provincia bresciana, realtà moderna e di una rinnovata cultura d’ispirazione europea, aperta alla mondialità ed attraversata da vivaci fermenti civili, che si situa fin dall’inizio, specie nel distretto industriale della Val Trompia, la quasi totalità della produzione di armi leggere italiane e la sede della loro iniziale commercializzazione.

OPAL è sorto con la spinta determinante e significativa della Consulta della Pace del Comune di Brescia, della Commissione “Giustizia e Pace” della Diocesi bresciana, del Gruppo Armi e Disarmo dell'Università Cattolica, dei Missionari Comboniani, di Pax Christi.L’Osservatorio ha subito raccolto anche le adesioni della CGIL di Brescia, dell’associazione Brescia solidale e dell’ADL-Ambasciata della Democrazia Locale di Zavidovici.Vi partecipano anche singole persone che ne condividono l’impegno ed opera in stretto contatto con numerose analoghe realtà italiane ed estere, grazie all’attività degli studiosi che vi collaborano.

Nell’ambito delle proprie attività di ricerca l'Osservatorio si propone anche di studiare le esperienze pregresse, e le ulteriori possibili prospettive future, di riconversione produttiva delle industrie armiere in nuove attività socialmente utili, che ne preservino e tutelino gli addetti,sviluppando collegamenti con analoghe realtà scientifiche, esistenti a livello europeo e internazionale, impegnate in analoghe attività.

All’interno di Opal convivono, confrontandosi costruttivamente non senza impegno, elementi d’ispirazione cristiana e di esclusiva laicità sociale, e l’Annuario è sintesi tangibile di tale necessaria attività e incontro.La presente prima edizione è pertanto il risultato di numerosi sforzi e di analisi interne, pur riportando il libero pensiero dei singoli autori che si esprimono tramite i differenti contributi qui esposti.Opal ne ospita la voce, riconoscendola credibile, con l’avvertenza che le tesi ed i dati ospitati sono frutto dell’attività autonoma dei diversi ricercatori, che l’Osservatorio ha coordinato nel loro insieme e sostenuto nelle ricerche, e che gli stessi autori se ne assumono pertanto ogni responsabilità, specie verso i terzi, per quanto da essi stessi singolarmente espresso.

Confido che il nostro primo Annuario scientifico possa suscitare un corretto e vasto interesse, contribuendo correttamente ad arricchire, documentandolo, il vasto dibattito su base scientifica aperto sul complesso tema delle armi, in special modo quelle leggere di produzione italiana.

Alessandro Piergentili

Produzione e commercio delle armi: industria militare e politiche per la difesa

 

Lo studio affronta i temi inerenti la produzione, commercializzazione ed esportazione dell'industria delle armi. La prima parte del volume analizza i principali gruppi industriali italiani, con particolare riguardo alle imprese localizzate in Lombardia, nel bresciano. Nella seconda parte si esamina il settore delle armi leggere: la loro classificazione, i problemi legati alla sicurezza e rintracciabilita di queste armi e ai metodi adottati per la loro distruzione. Nella terza parte del volume viene affrontato il tema della conversione e diversificazione dell'industria degli armamenti. Nell'ultima parte si esamina la legislazione italiana ed europea sul controllo e l'esportazione dei materiali di armamento. In appendice vengono riportati i testi completi della legge 185/1990 e del progetto di legge 1927. Un libro ricco di dati e proposte per un settore ancora troppo nascosto. (a cura di M. Brunelli) ed. Emi

Contributi di: Chiara Bonaiuti, Michele Brunelli, Enrico Ciampolini, Guido Correggi, Cecilia Corsi, Giancarlo Graziola, Nicholas Hooper, Sergio Parazzini.